giovedì 9 agosto 2012

KEITH HARING IN VACANZA IN ITALIA

Cosa fate a settembre?
Keith Haring torna in Italia.
Ad ospitarlo, questa volta, ci pensa la città di Udine, che si prepara a mettere in mostra 11 capolavori dell'artista statunitense.

Haring, classe 1958, scomparso prematuramente dopo 31 anni, si è affermato come writer e pittore negli anni '80, infilandosi dai muri di strada alle gallerie d'arte, ai cuscini del divano fino alle sedie delle cucine di casa vostra. 
Quella che la rassegna friulana ci propone è la serie 'The Ten Commandments', insieme al più grande dipinto che l'artista abbia realizzato su tela, 'The Marriage of Heaven and Hell' (eccolo qui sotto).



La curiosità di queste opere è che sono incentrate sul rapporto con la dimensione spirituale e sacrale, aspetto questo fondamentale per la lettura dei lavori di Haring ma poco conosciuto al pubblico. 

Se il tratto vi piace e l'artista vi stuzzica, non fate due senza tre e rendete l'occasione ghiotta anche per visitare Udine, se la conoscete poco: è piccola e deliziosa, con una bella arte da offrire e un grazioso centro storico disseminato di localini da aperitivo (che fa solo che bene).


L'esposizione si tiene, attenzione!, non in un posto triste desolato e buio, ma nella chiesa medievale sconsacrata di San Francesco, vicinissima al Duomo, spesso sede espositiva e culturale delle iniziative proposte dai Musei della città. Il ringraziamento, in questo caso, va all'organizzazione Bianco&Nero.
Dal prossimo settembre a febbraio 2013.

Spritzettino e ci vediamo lì?






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Ø     Keith Haring Extralarge
Udine, Chiesa di San Francesco
dal 2 settembre 2012 al 15 febbraio 2013
ingresso: 11 euro

ü     Orari di apertura:
     .  dal 02/09 al al 09/09 - tutti i giorni 10:00/22:00
     .  dal 10/09 al 15/02 - da lunedì a venerdì 15:00/20:00, sabato e domenica 10:00/20:00


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Ø     Se ti piacciono questo articolo e questo artista, potresti apprezzare anche:
. Lucio Barbuio
. l'arte in taxi
. una piccola guida della città di Udine






     

giovedì 24 maggio 2012

CANTINE APERTE A VERONA



Cantine Aperte è una ormai celebre manifestazione che si tiene tutti gli anni nel nostro bel paese.

Quest'anno, in provincia di Verona, le Cantine Zenato offrono un servizio che va ben al di là della convivialità: la possibilità di degustare i vini più pregiati immersi nella calda atmosfera non solo dei mille sapori, ma anche dei disegni dell'arte, patrimonio di cui l'Italia è piena e che i turisti ci riconoscono da tutte le parti del mondo.

Una pregiata selezione di artisti italiani espone, tra legno profumi e luci soffuse, opere realizzate in esclusiva per voi. Sono creazioni anche acquistabili, con prezzi abbordabili a partire dai 20 euro, fino ai palati più sopraffini ed esigenti.

L'evento, che si chiama "12 Artisti per un Sogno" ed è organizzato dallo Studio Esseblu di Milano, si affianca ad un'iniziativa di solidarietà: sostenere la missione in Guinea Bassau di Fra Michael, ovvero completare la costruzione di un ospedale.

Se avete intenzione di girare per cantine, vale la pena di non perdersi per fraschette e dirigersi prima di tutto a Peschiera del Garda: con la spesa che avete programmato vi portate a casa un'opera d'arte e un pezzo di ospedale, che fanno tanto bene al cuore, come un bicchiere di vino fa bene alla circolazione.

Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili cliccando alla sua pagina facebook.

Le coordinate per raggiungerlo, invece, sono:

TENUTA S. CRISTINA, VIA MASSONI 1 - PESCHIERA DEL GARDA, VERONA, 
domenica 27 maggio dalle 10 alle 18.


Vi aspettiamo?

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lunedì 21 maggio 2012

MELISSA E BRINDISI


‎"Questa volta OK non lo dico.
non lo dico perché non avete fatto una cosa da OK
perché quei ragazzi, non stanno OK
perché voi non siete OK.
Quella bomba non doveva proprio nascere non è OK
Perché? Una ragazza di 16 anni 16!!!! e voi? le avete distrutto la vita.
No, state fuori strada non è ammissibile.
Una in fin di vita, che pare che si sia risvegliata;
feriti, una scuola ferita. Il cuore dei genitori ferito. Ed a questo non c'è perdono.
No, troppo tardi per rifletterci su. E lo scotch non serve per riparare questo genere di cose. Oramai è fatta.
Avete sbagliato,ciao MELISSA ♥ buona fortuna a tutti quelli che stanno lottando per vivere..."

Non sono parole mie. Sono di mia figlia.
Ha 11 anni.
E 200 in più di milioni di altre persone.


martedì 27 marzo 2012

IL SILENZIO DELLE DONNE



Questa era una campagna affissioni di Amnesty International di qualche anno fa. La telecamera che vedete era vera, registrava i movimenti delle persone e modificava le immagini.



C’è stato un momento storico in cui siamo stati capaci di grandi battaglie. Quando il mondo non ci piaceva, ci siamo alzati e abbiamo urlato a gran voce di essere ascoltati. Lo abbiamo fatto in Italia, lo abbiamo fatto all’estero. Abbiamo avuto il supporto dei giornalisti, delle telecamere, dei politici, delle classi dirigenti.
Ci siamo scandalizzati, indignati, abbiamo pianto, reagito, camminato, manifestato, scioperato.
Ci siamo crocifissi in nome dell’uguaglianza dei diritti e delle dignità di vivere ed essere liberi. Abbiamo fatto il ’68, abbiamo combattuto per il divorzio, per l’aborto, per la democrazia. Abbiamo chiesto di essere governati nel rispetto del voto che abbiamo dato.
Abbiamo chiesto parità dei sessi. Che è stata interpretata malissimo da certe donne, e malissimo da certi uomini. L’uguaglianza che abbiamo invocato si è trasformata in un atteggiamento aggressivo -definito, malamente, ‘femminista’- da parte di donne che hanno giocato a fare gli uomini ed a mettersi i pantaloni, cambiando le gonne in tailleurs restrittivi.
Non mi pare che abbiamo ottenuto molto.

La parità non è questa.
La parità dovrebbe essere data dal fatto che possiamo fare il chirurgo, il magistrato, il direttore di giornale, il responsabile di partito, il capitano d’industria.
La parità non è cucinare stirare e lavare i piatti in due, portare la giacca in due, fare a pugni in due.
La parità dovrebbe essere data dalla libertà di uscire e girare per le strade senza paura.
Ecco, io non mi sento affatto libera.
Io ho paura di uscire e di far uscire mia figlia, e come me molte altre donne, che non vogliono rientrare a casa la notte da sole, e a volte non vogliono girare nemmeno di giorno da sole.
Vi faccio un piccolo elenco di casi umani recenti, estratto scelto che vi invito a leggere, perché sarà il caso che vediate in un colpo solo che cosa sta accadendo:

- il 30 novembre 2011 un uomo uccide suo figlio di 3 anni, mettendolo in lavatrice per punirlo perché il bambino si è comportato male all’asilo;
- il 17 gennaio 2012 un uomo uccide la moglie di 33 anni facendo passare la morte della donna come un tentativo di rapina finito male, dopo che –complici i suoi amici- tenta l’occultamento di cadavere ma viene scoperto dai vicini di casa;
- sempre il 17 gennaio una ragazza di 24 anni viene rapita, stuprata e poi arsa viva (non si sa mai, magari le veniva in mente di parlare);
- il 4 febbraio una donna di 50 anni è violentata a casa sua, durante una rapina;
- il 12 febbraio una ragazza di 20 anni è stuprata e lasciata nella neve - riporterà 48 punti di sutura, le ricostruiranno anche l’apparato digerente, l’avvocato difensore del violentatore dichiarerà che si è trattato di un rapporto amoroso consensuale;
- il 29 febbraio un uomo viene arrestato per aver massacrato di botte una donna di 53 anni – ancora sconosciuti i motivi;
- l’11 marzo un uomo ubriaco suona in una casa di sconosciuti, picchia il giovane che gli apre la porta, entra e violenta la donna di 36 anni che sta dormendo all'interno;
- il 14 marzo un uomo di 77 anni colpisce la moglie a martellate, staccandole una parte di orecchio;
- ancora il 14 marzo una ragazza è violentata al distributore automatico delle sigarette, di fronte agli occhi della sua amica che invece riesce a scappare e a dare l’allarme;
- sempre il 14 marzo viene resa pubblica la notizia di una ragazzina di 13 anni costretta ad avere rapporti sessuali con 2 quattordicenni, alla presenza di altri 3 tredicenni;
- il 16 marzo una donna di 47 anni è stuprata in un parco, di mattina;
- sempre il 16 marzo una ragazza di 22 anni viene presa a martellate dal suo convivente, il quale, già che c’è, uccide anche il bambino di lei, di anni 2;
- il 18 marzo una ragazza di 18 anni è prima picchiata e poi gettata dal ponte dal suo ex fidanzato, che proprio non si rassegnava alla fine della loro storia d’amore.

Basta così.
Non so voi ma io non riesco più ad andare avanti con l’elenco, né a rileggerlo, né a tollerarlo.
Per questo ne scrivo qui, una volta per tutte, in giorni in cui al telegiornale non ve lo stanno dicendo, affinché ognuno faccia ciò che è nel proprio potere e nella propria coscienza.
Non si tratta di stranieri o italiani, non si tratta di maschi contro femmine. È indubbio che ci sono donne violente, così come però è indubbio che gli uomini lo sono in misura maggiore.
Ne scrivo qui e mi appello a voi che leggete, perché è intollerabile dire che siamo in un mondo difficile, che queste cose ci sono sempre state e che noi non possiamo fare nulla. Non è vero che non possiamo fare nulla. 

Possiamo alzarci e indignarci seriamente. Possiamo chiedere ai nostri compagni di aiutarci, di schierarsi con noi, di scendere in piazza, firmare un foglio, fare protesta fuori dal Parlamento.
Possiamo chiedere ai politici di prendersi in carico queste lotte così come si sono fatti carico di votare la legge sull’aborto.
Possiamo pretendere il rispetto della dignità umana, perché dopo una violenza, sia essa psicologica o fisica, la mente di una donna si appanna e le viene strappata ogni voglia di sorridere.
Ma anche il silenzio gliela leva. Il silenzio, le teste abbassate, la mancata condivisione di notizie come quelle riportate - non ce ne facciamo nulla della vostra solidarietà privata, se non la sbandierate pubblicamente.

Possiamo chiedere alle donne che hanno notorietà e potere in questo paese di dire qualcosa, qualcosa che non sia SOLO ‘basta alle vallette donne oggetto in tv’, ma qualcosa che sia ANCHE  basta alle donne oggetto.
Possiamo chiedere a tutti i creativi, i comunicatori, i pubblicitari, di cambiare linguaggio di vendita e smettere di incitare continuamente ai doppi sensi. Il consumatore non è certo scemo, ma se non ricordo male la pubblicità dovrebbe fare leva sui bisogni o, in alternativa, crearli.
Perfino i comici, una volta, facevano ridere senza volgarità. Oggi pare che, senza parolacce, non si possa andare in onda.

E quindi: che ognuno faccia la sua parte, per favore. Penso che questo possiamo chiederlo.
Perché le donne sono anche le vostre, i bambini sono anche i vostri.
Se vi indignate per cinque minuti e poi tornate al vostro silenzio, non siete diversi da chi ha tentato di stuprarci ieri e tenterà di farlo domani.

E statisticamente, in qualsiasi forma, prima o poi potrebbe toccare a ognuno di voi.


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lunedì 5 marzo 2012

INCIDENTE CON MORTO PER IL PALCO DELLA PAUSINI - IL SILENZIO DI FACEBOOK


Partiamo da qua:


questo è un particolare di un palco di Vasco. Imponente, non trovate?
Da stamattina ho scritto e cancellato almeno tre status nella mia pagina personale di facebook. Guardo e riguardo la foto di Matteo, leggo i commenti che mi vengono scritti, noto la scarsa partecipazione della comunità e mi dico che non trovo le parole adatte.
Mentre scrivo, ci sono un paio di feriti in ospedale, di cui uno in gravi condizioni.
Dove siamo: a Reggio Calabria, durante il montaggio del palco del concerto di Laura Pausini.
La foto del palco di Vasco la ho messa solo per darvi un'immagine fissa di dove ci si arrampichi quando si lavora a un concerto.

Matteo era un rigger. Vi spiego cosa fa un rigger: è il tizio che si arrampica in cima alle impalcature e appende cose. 
I rigger sono pochi, come forse potete immaginare. Hanno conoscenza, esperienza, prestanza fisica, si caricano di pesi e salgono, salgono, salgono. Non è infrequente scoprire che sono scalatori, nel tempo libero.
Prima dei rigger, ci sono altre figure incaricate di montare la 'base' del palco, diciamo così. Di questi, un bel numero è a rotazione continua, tanti sono ragazzi universitari o stranieri in cerca di lavoretti e di qualche spicciolo, per turni anche di 20 ore di lavoro continuo.

Cosa è successo durante il montaggio del palco della Pausini?
Boh.
Un cedimento del parquet, dovuto ad un vuoto sotto al pavimento. Una struttura ospitante inadatta. Riduzione del budget per mancanza di fondi. Materiale montato smontato e rimontato continuamente. Riduzione del budget per avidità. Mania di grandezza per mostrare palchi sempre più accattivanti. Modifica dei prospetti per aumentare il numero di posti a sedere da tutte le angolazioni del palco.
Si sta cercando di capire.


Non voglio aprire un dibattito sul ruolo di promoters, organizzatori, artisti, della fatica fisica che accompagna il vostro divertimento, oggi non è il caso. 
Voglio parlare della piazza che resta. 
Dovete immaginare i vari social networks, in particolare facebook, come una grande piazza di paese, o l'ingresso della vostra scuola superiore; un luogo di quelli dove ci si incontra con la comitiva. Ognuno ha i suoi argomenti preferiti, le sue opinioni, i suoi gusti, il suo modo di esprimersi. Se tizio sceglie di parlare di politica e caio dell'arbitro cornuto, non è che uno sia meglio di un altro, sono solo caratteri ed interessi che emergono. 
Poi ci sono quegli argomenti che ogni tanto attirano l'attenzione di tutti. Io con Matteo ho lavorato, quindi è chiaro che ciò che tocca me potrebbe non interessare voi. Non avevo mai lavorato con Francesco, morto a Trieste durante la costruzione del palco di Jovanotti, ma mi ha toccato lo stesso perché la produzione dei concerti è un lavoro che svolgo da molto tempo. 

Qualcuno ha scritto che Matteo poteva cadere dall'impalcatura dietro casa e nessuno avrebbe alzato tutto questo polverone  e che, quando capita, capita.
Rispetto questa affermazione.
E mi chiedo:
1) Quando capita, capita? Prego? E no. Non deve capitare.
2) Quale polverone? Il polverone è stato alzato per Jovanotti, questa morte invece non è stata recepita dall'utenza media. Matteo è diventato normale.

Ma Matteo era normale. Era sconosciuto, come l'operaio che vi ha messo le piastrelle nel bagno, come l'idraulico che vi ha aggiustato la lavatrice, come me che a volte ho allestito camerini ed a volte ho contato e gestito una per una tutte le persone che lavoravano ad un concerto.

Per favore, non trattate Matteo come un personaggio famoso di cui non si hanno canzoni da linkare o, peggio ancora, come una notizia già sentita. Lui dovrebbe essere una questione di tutti. Come le specie animali in via di estinzione, la natura che viene bruciata, le tasse che paghiamo, la crisi del lavoro, l'inutile ed incombente 8 marzo. 


Ricordiamo Matteo per parlare del poco investimento sulla sicurezza nel lavoro, piuttosto. 
Ricordiamolo per parlare dei morti che cadono dall'impalcatura di casa vostra. 
Ricordiamolo per parlare di tutti quelli che lavorano in condizioni estreme, in qualunque settore, che prendono 6 euro l'ora ed ai quali si chiede uguale formazione specialistica, che vengono mandati allo sbaraglio dalle ditte nella più totale approssimazione, senza caschetto di protezione, senza scarpe antinfortunistica, senza corde, che vengono spediti sulla neve con i furgoni senza catene né gomme termiche. 

Ricordiamo Matteo per parlare dell'avidità che fa risparmiare soldi sui materiali, per evidenziare lo scarso interesse a volte presente nei confronti della vita dei lavoratori: "finché non succede qualcosa nel mio cantiere, chissenefrega". 

Ricordiamo Matteo per guardare ogni tanto oltre il nostro cantiere perché, se uno cade, è come un domino: è facile che dopo cadano tutti. Conosco uno che fa proprio questo di mestiere, sicurezza sul lavoro, e che mi ha detto che non gli interessa affiancare un suo dipendente in un apprendistato, se le cose non le sa sono problemi suoi.
Ecco, ricordiamo Matteo per ricordare l'esistenza di certi individui.

A parlare di lui per chiedere più sicurezza e meno speculazione nell'ambito degli eventi, ed a piangerlo come persona, ci pensiamo noi.

Voi ricordatelo affinché le prossime vittime abbiano sempre meno nomi. 
Ed affiancatelo agli altri discorsi che ogni giorno scegliete di fare.

PERCHE' IL DIRITTO AD UN LAVORO DIGNITOSO RIGUARDA TUTTI.



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giovedì 12 gennaio 2012

COLORI A MILANO


'Be the color inside' è il nome di una nuova mostra d'arte che si tiene sabato prossimo, 14 gennaio.
Siamo di nuovo a Milano. 
Ancora una volta, questa città si rivela uno spunto artistico trainante - sarà per i colori del cielo e del sole, che in questi giorni stanno invadendo le strade di macchie brillanti.
E allo stesso modo si colorerà il Cost, uno dei locali verywow della città. 
Solo per la serata del 14, il lounge bar ospita 25 artisti, intenti a dare forma al colore mediante le loro opere, esposte in esclusiva e per poche ore.

L'ingresso è gratuito, se vi fate mettere in lista Animart. Basta contattare l'Associazione Alma Italica, che organizza l'evento, e chiedere.
La cena è gratuita.
La consumazione non è obbligatoria.
La musica vi accompagna senza infastidire.
E gli artisti sono a vostra disposizione per due chiacchiere - ma, per questo, preparatevi: a volte sono individui fantascientifici!

Insomma, cosa avete di meglio da fare di una mangiatina gratis con serata diversa dal solito? Io un pensierino ce lo faccio. E poi si  sa, sono innamorata dell'arte. 
E l'arte è sempre una bella occasione di convivio e di calore per l'anima. In questo caso, anche di colore.


BE THE COLOR INSIDE
@ Cost, via Tito Speri 8
14 Gennaio 2012
Ore 20:00
Free Entrance






giovedì 22 dicembre 2011

A RADIO DEEJAY CON IL TRIO MEDUSA


E' un natale un po' speciale quello che vi auguro con minuscolo anticipo, insieme agli amici del Trio Medusa
Che possiate sorridere ed essere sereni per almeno qualche ora, ovunque voi siate, 
che possiate trovare la gioia nelle piccole cose 
che, soprattutto, possiate 
credere sempre. 

Buone feste :)






mercoledì 21 dicembre 2011

ARTE ALL'ASTA SU E-BAY

Ve la ricordate questa?


E' la tuta realizzata da Lucio Barbuio al Salone dell'Eicma 2011.

Con l'occasione, vi dicevo che la tuta sarebbe andata all'asta su Ebay. 
E finalmente c'è!
In periodo di festività e tanti regali, perché non farne uno a se stessi, a qualche appassionato motociclista,
a qualche fan di Melissa Satta o semplicemente al prossimo? 
Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto all'associazione Rimini Autismo Onlus, in collaborazione con la famiglia dell'amatissimo Marco Simoncelli, scomparso prematuramente quest'anno.
Ragazzi andate, passate da questo link, fate la vostra offerta e godetevi il Natale con un sorriso in più!

Vamos! ;)





lunedì 21 novembre 2011

ARTE IN TAXI

Ragazzi, questa è bella bella.
Una mostra itinerante su taxi a Roma.

Si chiama Taxi Gallery, ha avuto inizio il 14 novembre, andrà avanti fino al 7 dicembre.
In realtà era già stata lanciata l'estate scorsa, è piaciuta e viene riproposta in occasione della fine d'anno.

Come faccio a vederla?
Dovete avere un po' di fortuna, e circa 15 euro da spendere, costo medio calcolato per aggirarsi nella capitale con questo mezzo di spostamento.
Sette sono i temi che sono stati scelti per le foto d'autore: Fermoimmagine, Giungla d'asfalto, Sentieri urbani, Discarica Italia, Camera con vista, Traiettorie umane, e -last but not least- Paura del buio.
Ognuno di essi viaggia a bordo di un solo taxi, per un totale di sette vetture. Ovviamente, non ci sono foto appese all'interno: c'è un album fotografico, volto a far conoscere professionisti più o meno noti ad un pubblico il più possibile vasto, ed a sensibilizzare i cittadini del mondo sulla ricchezza dei mestieri dell'arte.
Dite che esagero con 'cittadini del mondo'? Ma è Roma. Ed a Roma gira veramente chiunque. 

Perché i taxi?
C'è anche una spiegazione simbolica. Il taxi attraversa continuamente i luoghi dell'arte facendola entrare nel nostro quotidiano, pure se non ce ne accorgiamo. E' come una lente ottica in perpetuo movimento sul mondo e la sua storia.
E poi l'arte non deve essere un circuito chiuso, con biglietti a volte carissimi per l'accesso ai musei. 

Su quale taxi devo salire?
Cercate questi:
Atlanta 7
Avana 1
Avana 25
Berlino 33
Gedda 31
Giava 19
Sidney 21

Perché dovrebbe interessarmi?
Perché voi siete curiosi. E volete anche alleggerire Roma dall'inquinamento, lasciando a casa la macchina. Perché potete raccontare di essere tra gli eletti che hanno preso parte a questa mostra così diversa. E perché Taxi Gallery è un'iniziativa indipendente ed autofinanziata, nessuno ha preso soldi.

Divertente, no? Anche se non salirete su nessuno dei sette taxi d'arte, sappiate che Roma città eterna offre anche idee come queste.
Quindi, artisti e tassisti che mi leggete, se volete potete partecipare anche voi. Basta scrivere ad info@taxigallery.it.
E buon viaggio.


mercoledì 16 novembre 2011

L'ULTIMO SALUTO AI CUCCIOLI DI ELEPHANT PARADE

Eccoci qua, siamo arrivati. La parata degli elefanti lascia la città di Milano e si trasferisce per un ultimo saluto ai Frigoriferi Milanesi, dal 19 al 21 novembre.


Anche Memaum, il cucciolotto da me virtualmente adottato, andrà con loro, e chissà chi se ne occuperà d'ora in avanti! Mi raccomando, trattatelo benissimo! Mi ha tenuto tanta compagnia durante quest'anno!

Purtroppo, non posso salutarlo di persona. Allora lo faccio qui, condividendo con voi la sua piccola ed intensa vita, che tanto ha colorato l'estate e le fotografie di centinaia di persone, regalando allegria, musica e una moltitudine di colori.



Memaum, fatti valere all'asta!!

Ciao cucciolo!! 












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lunedì 14 novembre 2011

EICMA 2011 - ART & VIP


Ieri si è concluso a Milano il 69° Salone del Motociclo, l'EICMA. E' stata un'edizione ricchissima di novità e di ospiti, visitata da migliaia di ragazzi e finita sui principali media nazionali. Ma io non voglio parlarvi di moto. Io voglio parlarvi di un'iniziativa benefica a favore della sicurezza stradale, che si è svolta all'interno di questa edizione, e che è passata in sordina.

Oggi parliamo di Motomorphosis

Il progetto, coordinato dallo studio grafico Esseblu di Milano e di rilievo internazionale, è stato presentato in anteprima alla stampa l'8 novembre, quando ancora il Salone era chiuso al pubblico.
Motomorphosis è complesso, come il suo nome, ed è concepito per svilupparsi  a partire dalla fine del 2011 fino a tutto il 2012. Cerchiamo di analizzare tutti i suoi aspetti. 

In primis, la customizzazione di 8 moto da parte di altrettanti artisti. Ducati, Honda, Kawasaki e Suzuki hanno fornito il materiale. Il design d'artista sarà rappresentativo dei concetti di responsabilità e sicurezza stradale ed i pezzi unici realizzati saranno prima adottati dal Principato di Monaco ed esposti a Montecarlo a maggio 2012, poi battuti all'asta da Bloomsbury Auctions durante la settimana del Gran Premio di Formula1. Il ricavato sarà devoluto all’A.S. Star Team For the Children MC, il cui fondatore e presidente onorario è il Principe Alberto II

Secondo: un concorso per gli studenti di design e gli appassionati di moto, che partirà alla fine di questo mese. I partecipanti potranno ideare una decorazione per la silhouette di moto progettata per l'occasione da Pino Spagnolo ed in mostra all'interno dell'Eicma, e le migliori 30 verranno realizzate ed esposte a Montecarlo accanto alle 8 moto d'artista. A settembre 2012 verranno poi battute all'asta a Roma, ed il ricavato sempre devoluto a favore di associazioni benefiche.

Terzo: un progetto per le scuole primarie di Roma e Milano. I piccoli studenti verranno sensibilizzati sull'importanza del casco e sulle regole del codice stradale, mediante l'istituzione di un mini-concorso ad hoc, nella speranza che almeno i piccoli imparino il valore della propria vita e di quella degli altri sulla strada.

Ma Motomorphosis non si ferma qui. Il progetto ha voluto rendere omaggio anche al giovane pilota Marco Simoncelli, scomparso recentemente, miscelando tutti gli aspetti in una performance dal vivo, nelle giornate dell'8-9-10 novembre.
Lucio Barbuio è stato l'artista scelto per promuovere l'evento nel suo insieme e presentarlo alla stampa, insieme alla testimonial Melissa Satta.
Barbuio ha decorato la silhouette realizzata per il progetto 'moto d'autore', che potete vedere qui sotto,




ed anche una tuta e stivali da corsa, messi a disposizione da Alpine Stars, con debito omaggio a Sic, destinati ad un'asta su Ebay ed il ricavato devoluto a favore di un'associazione indicata dagli stessi genitori di Simoncelli:


Insomma, Motomorhposis non è cosa da poco. 

Vale la pena cercare di ricordare ai ragazzi che la vita su strada è un bene che si rischia ogni giorno, sia che si esca a piedi sia che si esca su due o quattro ruote. Gli incidenti possono accadere, ma molti possono essere evitati solo seguendo banali norme comportamentali.
C'è anche un'associazione in Italia che segue queste problematiche: si chiama Helmets Moto Club ed indovinate di cosa si occupa? Esattamente: di sensibilizzare sul tema della sicurezza stradale.

Quindi, andate pure a vedere i saloni del motociclisimo, ma studiate quelle quattro regole spelacchiate del codice della strada ed allacciatevi il casco a norma! 
Se non lo volete fare per voi, fatelo per l'arte. Se non lo volete fare per l'arte, fatelo per la Satta. Se non lo volete fare per la Satta, fatelo per l'Eicma. E se non lo volete fare per l'Eicma, fatelo per la vostra testa.
Perché che cosa ci fate con i gel per capelli, gli occhiali da sole fighetti, la ragazza bella da sfoggiare e le superminigonne con gambe in mostra, se poi finite in un ospedale?


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giovedì 13 ottobre 2011

ELEPHANT PARADE 2011


L'arte è la coscienza civica di ognuno di noi.

Lo ha detto Medath Shafik, un artista egiziano molto simpatico, e molto puro in quello che fa.
L'occasione è stata la conferenza stampa di presentazione dell'Elephant Parade, la più grande mostra open-air che si sia mai svolta in Italia.
Per quelli di voi ai quali fossero sfuggiti i miei articoli nei mesi precedenti, o che non sapessero di cosa sto parlando, faccio un brevissimo sunto: Elephant Parade è una manifestazione a favore della salvaguardia dell'elefante asiatico -specie in via d'estinzione- attiva da anni in tutto il mondo. Ricordate le mucche? Ebbene, la stessa cosa ma con gli elefanti. I più bravi (e famosi) artisti, designers e vip vengono selezionati per dipingere statue di cucciolo di elefante, poi seminate un paio di mesi in giro per le città prescelte (da noi è Milano), e alla fine vendute all'asta. Il ricavato va in beneficenza. Oltre che ovviamente nelle buste paga di chi ha lavorato per mesi dietro le quinte dell'evento.

Vi risparmio tutta la storia dell'elefantino salvato, bla bla, e di come la manifestazione sia nata, e vado subito al dunque.
Elephant Parade è una mostruosa macchina organizzativa che coniuga perfettamente l'arte con il saper fare marketing.
Ed è sinceramente molto facile stupirsi e gettare gridolini di dubbio sulla nobiltà dell'evento. Credo che questo pensiero poco puro venga in mente a tutti.
Ma poi mi fermo e rifletto. 
Chi crea, organizza e produce eventi viene visto normalmente come un lavativo. Uno che non ha voglia di fare nulla, uno che vive in un perenne telefilm alla Happy Days, vestito da figlio dei fiori e immerso nel fancazzismo più assoluto dalla mattina alla sera.
Chi crea, disegna e dipinge viene visto normalmente come un lavativo. Uno che non ha voglia di fare nulla, che non vuole conformarsi alla società, uno di quelli a cui di solito si chiede 'sì vabbè, ma a parte disegnare, che lavoro fai?'
Chi è a capo di un'azienda viene visto normalmente come uno stronzo. C'è pure uno studio che dice che il capo viene riconosciuto tale solo quando è percepito come schiavista.
Chi dirige fondazioni a scopo benefico viene visto normalmente come un ladro di fondi, che incassa con la scusa di fare del bene all'umanità.
Eh, sono un problema le etichette.

Ora, si dà il caso che dei dirigenti umani e alcuni artisti umani si siano incontrati, abbiano deciso di creare un progetto, uno di quelli alla 'salviamo il mondo', e abbiano chiesto a degli organizzatori di eventi di lavorare un po' per loro.
E' stato un colpo di fortuna per tutti, indubbiamente.
Perché il risultato è stato spettacolare.
Il pubblico ha reagito con entusiasmo alla vista dei cucciolotti in giro per la città, tutti colorati, tutti disegnati. Si sono fatti foto ricordo, i bambini se ne sono innamorati e se avessero potuto se ne sarebbero portato qualcuno a casa. Li hanno disegnati gambe incrociate a terra (la stessa organizzazione ha indetto un concorso tra le scuole, realizzando e mettendo in esposizione l'elefante con il disegno del bimbo vincitore), li hanno accarezzati e ci sono saliti sopra a cavalcioni.
 Non c'è stato nessuno che si sia infastidito, e poco importa se si tratta di una mega operazione di marketing: non c'è solo questo, dietro.

C'è il lavoro di persone comuni e di gente più o meno famosa. Ci sono i soldi per gli elefanti in Asia e, da noi, per la ricerca scientifica contro le malattie genetiche. Ci sono i sorrisi stupiti di quanti hanno visto le opere, per caso o per scelta.
Sono esposte già dal 16 settembre e le più belle sono in vendita, in versione mini naturalmente, alla Rinascente. 
Se ancora non le avete viste ed avete la possibilità di andare a Milano, fatelo, perché è una cosa carina che vi resterà nel cuore. Perché, come diceva bene Shafik, l'arte è la coscienza civica di ognuno di noi, e se qualcuno forse avrà pensato di partecipare solo per lucrarci sopra, qualcun altro però lo ha fatto perché davvero ci crede, in quello che fa.
Andate a vedere i cuccioli, che è pure una roba gratis, perché attraverso l'arte vi portate a casa un'esperienza in più.
Vi portate a casa un pezzettino di cielo degli artisti puri di cuore, ai quali interessa emozionare le persone prima ancora che guadagnare, e che si commuovono quando lo confessano. E vi giuro che ce ne sono. 
Uno di loro recentemente mi ha detto che si immagina a vivere con la testa tra le nuvole gialle e blu, con sfumature di buchi emmenthal. 

Ecco. 

Capite?
Questo è il pezzo di cielo che vi portate a casa.




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Vi lascio con l'elenco di associazioni, sponsors, personaggi famosi che hanno partecipato all'evento, e con quello delle locations in cui potete trovare gli 80 cuccioli di elefante. Il tutto in rigoroso ordine alfabetico, per non fare torto a nessuno.

Se volete vedere le statue tutte insieme, potete andare ai Frigoriferi Milanesi dal 19 al 21 novembre, saranno lì per un ultimo saluto al pubblico, prima che vengano messe all'asta.

Il sito internet ufficiale della manifestazione è www.elephantparade.com. Va bene anche per acquistare online.

Non vi lascio invece l'elenco degli artisti: sono tanti, e sono tutti bravi. E vorrei che ricordaste la manifestazione per il valore simbolico che ha.
Però vi mostro qualche foto. Se voi ne avete altre, mandamele pure. Sarò lieta di pubblicarle

Buona caccia :)

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Elephant Parade Milano 2011 - con la partecipazione di:
Assessorato a Cultura, Expo, Moda, Design del Comune di Milano
Camera Nazionale della Moda
Christie’s
Felipe Massa
Fernando Alonso
Fondazione Telethon
Jodie Kidd 
Katy Perry
L’Olandese Volante
La Rinascente
Luca di Montezemolo, main patron dell’iniziativa
Marco Balestri
Virgin Active Italia
WWF
  

Locations:
Corso Como
Corso Garibaldi 
Corso Matteotti
Corso Vittorio Emanuele
Largo la Foppa 
Largo Treves  
Piazza Cadorna 
Piazza Castello 
Piazza Cordusio
Piazza della Scala 
Piazza Liberty
Piazza Meda 
Piazza Oberdan
Piazza Piemonte
Piazza San Babila 
Porta Romana
Via Dante 
Via della Spiga
Via Manzoni 
Via Torino
Viale Gorizia

Aeroporto di Malpensa
Boscolo Hotel Via Matteotti
Bulgari Hotel
Coin Piazza 5 Giornate
Crocetta
Enterprise Hotel
La Rinascente
Museo Civico di Storia Naturale
Museo Scienza e Tecnica 
Palazzo della Borsa
Palazzo della Regione  
Pinacoteca di Brera 
Show Room Aston Martin Via Monte Rosa
Teatro Strehler
Triennale
Università Bocconi
Università Statale
Virgin Active


I cucciolotti tutti da scovare:




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